IDENTIFICAZIONE
ID SCHEDA
1101
Tipo di scheda
FILM
Natura
Standalone
Audio
Sonoro
Titolo
Il Vangelo secondo Matteo
ALTRI TITOLI
Titolo parallelo
L'Évangile selon saint Matthieu
Titolo parallelo
The Gospel According to St. Matthew
LINGUA SONORO
Lingua
Italiano
DEFINIZIONE CULTURALE
AUTORE/RESPONSABILITA'
Nome di persona o ente
Pasolini, Pier Paolo
Ruolo
Regia
Sigla per citazione
165
AUTORE/RESPONSABILITA'
Nome di persona o ente
Irazoqui, Enrique
Ruolo
Attore
Sigla per citazione
458
AUTORE/RESPONSABILITA'
Nome di persona o ente
Caruso, Margherita
Ruolo
Attore
Sigla per citazione
459
PRODUZIONE
Produttore (persona o ente)
COMPAGNIE CINEMATOGRAPHIQUE DE FRANCE
Data di produzione
1964
Sigla per citazione
460
DATI ANALITICI
Genere
Drammatico
Sinossi / Abstract
Seguendo fedelmente il Vangelo di S. Matteo, il film narra la vita di Gesù Cristo dall'Annunciazione alla Vergine Maria al matrimonio di Lei con Giuseppe, dalla nascita di Gesù alla strage degli Innocenti. Divenuto adulto, Gesù, nel deserto, affronta le tentazioni e dopo 40 giorni percorre la Palestina per predicare la Buona Novella, seguito dagli Apostoli. La Sua presenza fra gli uomini è segnata dai miracoli, dal Sermone della Montagna, dal tradimento di Giuda Iscariota, fino al momento in cui, processato da Pilato, viene condannato alla crocefissione. La Resurrezione conclude la vita terrena del Redentore.
Note storico-critiche
NOTE - IL FILM E' DEDICATO "ALLA CARA, LIETA, FAMILIARE OMBRA DI GIOVANNI XXIII". - PRESENTATO ALLA XXV MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (1964) HA OTTENUTO: PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA, PREMIO OCIC, PREMIO FIPRESCI, PREMIO FEDERAZIONE ITALIANA CINEFORUM, PREMIO GRIFONE D'ORO - NASTRO D'ARGENTO 1965 PER MIGLIOR FILM, FOTOGRAFIA E COSTUMI. - NEL 2004 E' USCITA NELLE SALE LA VERSIONE RESTAURATA DA MEDIASET IN COLLABORAZIONE CON IL CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA. CRITICA "Evitando rigorosamente i pericoli e i veleni dell'estetismo (...) ripropone così un Cristo radicato nella terra e nel paesaggio, circoscritto dalla dolente coralità della folla (...). Il suo è soprattutto un Cristo del processo implacabile e strenuo alla razza di vipere (...) che esplode nelle grandi sequenze della collera (...) e ritorna nel grido di protesta e di ribellione del Crocefisso, che si stacca sull'atroce indifferenza della città, murata nella luce dell'alba". (A. Ferrero, "Cinema Nuovo" n. 171, settembre 1964) "Come cura omeopatica e contraltare alla violenza di Gibson, torna in sala il capolavoro spirituale del laico Pasolini restaurato da Mediaset, riportando a gran splendore pittorico la fotografia di Delli Colli e il décor magnifico di Donati con i riferimenti alla pittura del '400. Anche qui gli immobili, proletari sassi di Matera e i volti eterni della povera gente a far da sfondo geo-sociale al Vangelo più antico, prezioso ed epico, quello di Matteo e non di 'Braveheart'. (...) L'autore sceglie la rivoluzionaria, eterna bellezza delle parole del Vangelo, chiamando come complici amici, parenti e intellettuali e offrendo, preveggente autobiografia, all'amata madre il ruolo della sofferente Madonna. Questo Vangelo è figlio di un'epoca, dedicato alla lieta memoria di Giovanni XXIII, contro cui gioca l'integralista film americano. Stupisce ancora la semplice violenza del messaggio, la religione passata al vaglio marxista che non perde fiducia negli uomini. Pasolini porta in dote la profondità interiore cui arriva la cinepresa se materialmente in mano a un poeta che tramanda voglia di pace e di spada, proprio secondo Matteo, nel ricordo, era il '63, di quella crocefissione laica e dolorosa della sua magnifica e religiosissima 'Ricotta'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 10 aprile 2004)