IDENTIFICAZIONE
ID SCHEDA
48
Tipo di scheda
FILM
Natura
Standalone
Audio
Sonoro
Titolo
Interno berlinese
LINGUA SONORO
Lingua
Italiano
DEFINIZIONE CULTURALE
AUTORE/RESPONSABILITA'
Nome di persona o ente
Cavani, Liliana
Ruolo
Regia
Sigla per citazione
141
PRODUZIONE
Produttore (persona o ente)
ITALIAN INTERNATIONAL FILM
Data di produzione
1984
Sigla per citazione
208
PRODUZIONE
Produttore (persona o ente)
KFKNDFILM
Data di produzione
1984
Sigla per citazione
209
PRODUZIONE
Produttore (persona o ente)
Cannon Production
Data di produzione
1984
Sigla per citazione
220
DATI ANALITICI
Genere
Drammatico
Genere
Erotico
Sinossi / Abstract
Nella Berlino del '38, Luise, giovane moglie di un funzionario, scopre l'amore per un'altra donna, la figlia dell'ambasciatore giapponese. Ben presto il marito se ne accorge e si inserisce nella relazione. Travolti dall'insana passione i tre amanti si distruggono reciprocamente, fino a quando scoppia lo scandalo. Non resta che il suicidio, ma Luise, senza capire il perché, sopravvive
Note storico-critiche
"'Interno berlinese' è un'opera di eccezionale eleganza; alta professionalità, insolita capacità di narrare. Superiori a ogni elogio, Dante Spinotti (fotografia), Luciano Riccen (scenografia), Jusaburo Tsujimura (costumi). Signorilità formale appena scalfita da inspiegabili stonature: inverosimiglianze narrative (l'alcova dell'hotel Leipzig, lo scoop scandalistico in regime nazista), inadeguatezze interpretative (McNally fa troppo pensare a Dirk Bogarde, la tiepida Mio giustifica ossessioni di questo calibro?), l'invadente e tronfia colonna sonora di Pino Donaggio. Film bello, non deturpato dalle esecrabili incursioni nel sensazionale che la Cavani si concede altrove, ma stranamente distaccato, quasi gelido (tranne che nelle ricorrenti accensioni erotiche della coppia lesbica). La stilizzazione sacrale si decanta in una ieraticità-etichetta di superficie: il quartetto si muove in un suggestivo rapporto con l'ambiente (interni), ma il dramma che vive è a una dimensione. senza misteri né vertigini. 'Interno berlinese' è così soprattutto illustrazione preziosa, intrattenimento raffinato su un itinerario immorale di trasgressioni e anomalie. Gli arriderà probabilmente quel favore del pubblico internazionale sulla cui misura è confezionato." (Luigi Bini, 'Attualità Cinematografiche')