IDENTIFICAZIONE
ID SCHEDA
294
Tipo di scheda
FILM
Natura
Standalone
Audio
Sonoro
Titolo
Signore e Signori
LINGUA SONORO
Lingua
Italiano
DEFINIZIONE CULTURALE
AUTORE/RESPONSABILITA'
Nome di persona o ente
Germi, Pietro
Ruolo
Regia
Sigla per citazione
238
PRODUZIONE
Produttore (persona o ente)
Dear Film Produzione
Data di produzione
1965
Sigla per citazione
245
PRODUZIONE
Produttore (persona o ente)
Les Films du Siècle
Data di produzione
1965
Sigla per citazione
246
PRODUZIONE
Produttore (persona o ente)
R.P.A. Cinematografica
Data di produzione
1965
Sigla per citazione
247
DATI ANALITICI
Genere
Commedia
Sinossi / Abstract
Le avventure di una cerchia di amici in una cittadina del Veneto. L'astuto dongiovanni Toni Gasparini confida al dottor Castellan, suo amico nonché medico di fiducia, la sua angoscia per l'impotenza che lo tormenta da qualche tempo. Il dottore non resisterà alla tentazione di raccontarlo in giro, ma senza capire che dovrà pentirsene. In realtà, infatti, non c'è niente di vero: la confidenza gli era stata fatta soltanto perché allentasse la vigilanza nei confronti della sua giovane e bellissima moglie. Il ragionier Bisigato, un impiegato di banca afflitto da una moglie terribile che gli rimprovera fallimenti e mancanza di ambizioni, sogna di prendere il volo con Milena, la bella cassiera del bar del paese. La moglie però lo scopre e, facendo montare lo scandalo, tronca sul nascere il progetto del marito facendogli perdere anche il lavoro. Al poveraccio non resterà che tornare rassegnato in seno alla detestata famiglia. Alda, una giovane contadinella, arriva in città per fare acquisti. La sua presenza non passa inosservata agli occhi dei donnaioli del paese che approfittano della sua ingenuità. Il giorno successivo, però, Bepi Cristofoletto, il padre della ragazza, li denuncia per aver sedotto la figlia, ancora minorenne. Sarà Ippolita, la moglie di uno degli accusati, a evitare lo scandalo offrendo a Cristofoletto un "cospicuo" risarcimento...
Note storico-critiche
"Quanto era bello il cinema italiano quando era bello. Quando Pietro Germi dirigeva 'Signore e Signori', scritto con Age, Scarpelli e Luciano Vincenzoni. Quando gli sceneggiatori non si guardavano l'ombelico, interessati soltanto a personaggi che fossero la copia conforme dei propri amici o conoscenti, quindi da trattarsi con il massimo riguardo e cortesia. Quando i soggettisti prendevano il tram, come disse una volta Cesare Zavattini: non un elogio del pauperismo e tantomeno del trasporto pubblico, ma la spia di una curiosità per il mondo là fuori. (...) Abbiamo rivisto 'Signore & Signori' al Taormina BNL FilmFest. (...) Dal 1966, l'anno del film di Pietro Germi - che allora veniva considerato un regista di intrattenimento, lontano dalle vette dell'arte - parecchie cose sono cambiate. Ma più di tutti sono cambiati i registi e gli sceneggiatori. Per fare un film lavoravano in quattro, tutti con un bel po' di mestiere e di esperienza sulle spalle. Oggi l'esordiente medio scrive e dirige, quando non prova anche a fare l'attore. Niente divisione del lavoro, niente competenze specifiche: potrebbero guastare la spontaneità. (...)" (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 16 giugno, 2005)