Ebbene, ti confiderò, prima di lasciarti,
che io vorrei essere scrittore di musica,
vivere con degli strumenti
dentro la torre di Viterbo che non riesco a comprare
nel paesaggio più bello del mondo, dove l’Ariosto
sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta
innocenza di querce, colli, acque e botri,
e lì comporre musica/ l’unica azione espressiva
forse, alta, e indefinibile come le azioni della realtà.
[P. P. Pasolini, Poeta delle ceneri, «Nuovi argomenti», 67-68 (1980), p. 26. ]
La torre di Viterbo è in realtà la Torre di Chia, o castello di Colle Casale, vicino a Bomarzo, risalente al 1200. Un luogo così ricco di storia e di fascino. Era il 1963 quando Pasolini arrivò in questo angolo di Tuscia e per le scene del battesimo di Gesù, de Il Vangelo secondo Matteo, scelse il torrente Castello che scorre sotto la Torre di Chia, nel territorio di Soriano nel Cimino.