Protagonista

Liliana Cavani

Carpi 1933 -
Laureata in lettere e interamente votata ad un cinema politico rivoluzionario nel suo genere, nasce a Carpi il 12 gennaio 1933. La sua carriera di regista inizia con la realizzazione di una lunga serie di servizi televisivi per la RAI, Storia del Terzo Reich, L’età di Stalin, Pétain, Gesù mio fratello, La casa in Italia, tutti diretti tra il 1960 e il 1966. Proprio nel 1966 realizza il suo primo lungometrag- gio, Francesco d’Assisi, girato ancora per la tv e profondamente influenzato dallo stile di Rossellini e dalle atmosfere tipiche dei film di Pasolini. Due anni più tardi la Cavani dirige Galileo, ancora un’opera destinata alla televisione ma poi vietata ai minori e quin- di mai messa in onda, probabilmente a causa delle esplicite accuse della pellicola al potere repressivo delle gerarchie cattoliche. Dopo I cannibali (1969) e L’ospite (1971), entrambi estremamente duri verso alcuni aspetti della società italiana, la regista realizza nel 1974 Milarepa, ambientato in Nepal, e nello stesso anno ottiene un grande successo con Il portiere di notte, storia dell’ambiguo rapporto tra un ufficiale delle SS e una giovane deportata, che scatena le polemiche dei moralisti. Ancora polemiche anche nel 1977, all’uscita del film Al di là del bene e del male, mentre nel 1981 La pelle, tratto dall’omonimo romanzo di Curzio Malaparte e interpretato da Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale e Burt Lancaster, viene accolto favo- revolmente dalla critica e conquista una candidatura per la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Dopo il discusso Oltre la por- ta (1982), Liliana Cavani realizza nel 1985 Interno berlinese, ispirato al romanzo La croce buddista di Junichiro Tanizaki. Il film è nuovamente bersagliato dalle critiche del pubblico cattolico, che poi qualche anno più tardi accoglie, invece, con entusiasmo l’uscita di Francesco, la nuova biografia del Santo patrono d’Italia, realizzata dalla regista nel 1989. La pellicola, interpretata da Mickey Rourke, tratteggia in modo realistico l’umanità di Francesco e rievoca con violenza e disperazione la miseria e la sofferenza di una vita spesa in nome dell’amore e della dedizione agli altri. Con Dove siete? Io sono qui (1993) Liliana Cavani ottiene un nuovo successo, soprattutto per la semplicità della narrazione e per l›estrema cura nella direzione degli attori, e nel 2001 torna al cinema con Ripley’s Game, tratto da un romanzo di Patricia Highsmith e presentato fuori concorso alla 59a Mostra del Cinema di Venezia. Dall’incontro con Claudia Mori nascono tre lavori per RAI Fiction: De Gasperi (2005), Einstein (2008) e Troppo amore (2011). Nel 2012 torna al cortometraggio con Clarisse (co-prodotto sempre con Claudia Mori), intervista realizzata in una comunità di suore di clausura, presentato fuori concorso alla 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove si aggiudica il Premio Speciale “Pasinetti”. Nel 2014 con Francesco Liliana Cavani torna per la terza volta nella sua carriera cinematografica e televisiva a rileggere la figura di Francesco d’Assisi in una produzione Rai Fiction. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Bresson nell’ambito della 75a edizione della Mostra del Cinema di Venezia.


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